Aseptic packaging covid

Perché l'industria del packaging in cartone asettico ha raggiunto nuovi livelli durante il COVID-19

L’avvento del COVID-19 ha cambiato drasticamente le abitudini dei consumatori in tutto il mondo. Non appena il COVID-19 ha cominciato a diffondersi in Europa, le persone hanno cominciato a fare scorta di beni alimentari negli USA[1], in Europa e in Asia[2]. Tra il 25 febbraio e l’11 marzo, la spesa americana è aumentata del 50%, e poi è rapidamente diminuita per la maggior parte delle categorie ad eccezione di quella alimentare. Negli Stati dove è stata predisposta la quarantena, la spesa alimentare era di tre volte superiore rispetto alla media degli Stati Uniti. Il fatto che le persone cucinassero in casa ha portato ad un taglio del 32% della spesa per i ristoranti, e le persone più facoltose e più anziane hanno mostrato una propensione all’accumulo di scorte alimentari superiore rispetto a quelle più giovani e meno fortunate[3].

Ma l’impatto della pandemia è stato drammatico anche in altri ambiti. Nell’industria degli alimenti e delle bevande, le catene di approvvigionamento hanno subito dei colpi fortissimi. Secondo Resilience360, “la pandemia ha esposto tutte le vulnerabilità di un settore che è sempre stato dipendente dal lavoro manuale”. Nonostante tutti si stiano velocemente adattando ad un mondo sempre più remoto ed automatizzato, la maggior parte degli attori era impreparata quando il covid è arrivato. Gli acquisti, dettati dal panico del momento, si sono combinati con la chiusura degli stabilimenti e con una carenza a livello globale di cartone[4]e polimeri[5], e questo ha portato ad un aumento dei prezzi delle materie prime. A causa della quarantena sono aumentati anche i costi operativi e di manodopera, con un conseguente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari[6].  Al tempo stesso ha iniziato a diffondersi l’idea che i valori nutrizionali del latte sarebbero stati utili contro il COVID-19[7]. Nonostante i prezzi più alti, quindi, la preoccupazione sempre crescente per il virus e l’idea universalmente riconosciuta della salubrità delle proprietà del latte hanno fatto sì che si innescasse un aumento esponenziale della domanda. E non è stato un fenomeno temporaneo. Al contrario, è stato un cambiamento che ha riguardato consumatori di tutto il mondo, che hanno cominciato a preferire il latte UHT al latte fresco – che ha un tempo di conservazione molto più breve[8]. Fortunatamente, l’industria alimentare è stata in grado di adattarsi rapidamente a questo cambiamento, portando una crescita al settore del packaging.

Latte UHT: il legame tra il COVID-19 e il confezionamento sterile in cartone asettico

Un cambiamento importante tra le tendenze dei consumatori è stato l’incredibile aumento del consumo di latte UHT. Dato che i consumatori avevano il desiderio di ridurre il numero di visite ai punti vendita, la domanda di latte UHT a lunga conservazione è aumentata a dismisura[9] , vedendo un un aumento di quasi il 20% in India e del 279% a livello globale[10]

La ragione principale che sta alla base di questo cambiamento da parte dei consumatori è la maggiore durata di conservazione del latte UHT. Secondo McKinsey, in un mondo dove c’è il COVID-19, una soluzione di packaging deve avere in sé tre caratteristiche: un buon grado di sostenibilità, una forte presenza nell’e-commerce, e un design pronto per la spedizione[11]. Dato che il numero di prodotti venduti on-line aumenta sempre di più, il packaging necessita di una grande attenzione, ancor di più nel caso in cui sia destinato ai negozi di vendita al dettaglio. Cosa può significare tutto questo? Revisioni continue al fine di prevenire i danni al prodotto, di migliorare l’esperienza del cliente o aumentare la produttività. A riguardo, il latte UHT rappresenta una proposta di valore convincente; viene prodotto tramite un trattamento sterilizzante ad alta temperatura ed, occupando poco spazio, è più facile da immagazzinare e da trasportare. È importante anche sottolineare che i negozi caseari che vendono latte sfuso hanno registrato un cambiamento di preferenza da parte dei consumatori che rispetto al latte sfuso, hanno cominciato a scegliere il latte confezionato delle marche più note. A quanto pare, il processo di confezionamento sterile del latte UHT è diventato sempre più attraente durante la pandemia, a scapito di latte fresco confezionato e del latte sfuso.

Come è cambiato lo stile di vita in relazione al consumo delle bevande: succhi di frutta e alternative vegetali

Il consumo online continua ad aumentare. Le piattaforme come Instacart, Walmart, Grocery e Shipt hanno registrato significativi picchi nelle vendite[12]. Alla luce di tutto questo, anche il consumo è cambiato; se da un lato il 32% delle persone ha messo su peso durante il lockdown, dall’altro lato il 15% è passato ad opzioni di consumo più salutari, come le alternative vegetali in brick asettici o i succhi di frutta[13].

Secondo Nielsen, nelle quattro settimane precedenti il 28 marzo 2020, le vendite al dettaglio di succo d’arancia negli USA sono aumentate del 38%, con un conseguente aumento del confezionamento dei succhi di frutta. L’aumento ha riguardato per la maggior parte la categoria “100% succo d’arancia”, un prodotto che è da sempre correlato alla stagione influenzale. E’ interessante notare che questo segna un’inversione di tendenza, in quanto la disponibilità pro capite, che funge da proxy per il consumo, è gradualmente diminuita negli ultimi due decenni – da 23 litri nel 1998 a 9.5 litri nel 2018[14].

Un’altra opzione che è interessante da considerare è quella vegana. Tra coloro che hanno rinunciato alla carne, un’alternativa popolare sono le bevande vegetali a base di mandorle (42%) e quelle a base di soia (36%). Il 54% e 42% delle persone che hanno provato questi due tipi di bevande vegetali affermano che diventeranno acquisti regolari anche dopo la fine del periodo di quarantena[15].

Considerando le bevande vegetali e i succhi di frutta, è innegabile notare i numerosi vantaggi del confezionamento in cartone asettico, che si distingue per la sua grande praticità. Non solo i brick permettono al prodotto una conservazione a lungo termine, ma possono facilmente essere inseriti nello scaffale di casa. Inoltre, non sono fragili come il vetro, possono essere piegati dopo il loro utilizzo e, ultimo ma non meno importante, sono leggeri.

Perché il packaging in cartone asettico di IPI è un’opportunità interessante ai tempi del COVID-19

È indiscutibile dire che il COVID-19 abbia cambiato il mondo del packaging. La sostenibilità, pur rimanendo un fattore determinante, non è un driver fondamentale come lo era prima. La sicurezza è al primo posto: l’igiene diventa sempre più importante, e le preferenze dei consumatori si stanno evolvendo verso un packaging sterile che assicura una lunga conservazione del prodotto e che sia anche sostenibile. In questo contesto, il packaging in cartone asettico ne esce vincente. Il processo di sterilizzazione asettica, i vantaggi del brick in cartone e il materiale di confezionamento sostenibile sono risposte a tutte le richieste dei consumatori. Le domande per il latte UHT e i succhi, come abbiamo visto, sono in crescita, e così anche quella per le bevande vegetali. A seguito delle mutazioni delle esigenze del mercato, una macchina per il confezionamento di brick asettici che sia efficiente, affidabile e di alta qualità è un bisogno cruciale. Tutto ciò, ironia della sorte, è anche un’opzione sostenibile, quando si parla di brick asettici.

IPI è un fornitore leader di soluzione one-stop per il confezionamento in cartone asettico per bevande e liquidi alimentari. Da oltre quarant’anni fornisce non solo materiali di confezionamento innovativi per il packaging in cartone asettico, ma anche macchine confezionatrici all’avanguardia e supporto tecnico altamente specializzato e personalizzato. Orgogliosamente parte del Gruppo Coesia, IPI opera attualmente in 50 paesi.

Le macchine confezionatrici di IPI sono ottimizzate per bevande e liquidi alimentari come ad esempio latte e bevande vegetali, succhi, vino, brodo e salsa di pomodoro. Progettate per garantire flessibilità e per adattarsi alle mutevoli esigenze dei consumatori, sono caratterizzate da prestazioni ad alta velocità senza compromettere semplicità e affidabilità. Al tempo stesso, sono versatili ed adatte a volumi di produzione sia più ampi che più ristretti (per prodotti di nicchia o larga scala). IPI garantisce soluzioni di confezionamento sia per singole linee che per grandi progetti chiavi in mano. I severi protocolli dell’azienda garantiscono materiali di confezionamento di alta qualità, e la loro struttura multistrato preserva le proprietà organolettiche fino a 12 mesi a temperatura ambiente. I prodotti conservano perfettamente la loro freschezza e il loro sapore, senza bisogno di conservanti.
 

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[1] Source:USA Today
[2] Source:Irish Times
[3] Source:Kellogg Insight
[4] Source:Packaging Europe
[5] Source:MRW
[6] Source:Mitchell Republic
[7] Source:Reuters
[8] Source:Markets and Markets
[9] Source:Economic Times
[10] Source:Research and Markets
[11] Source:McKinsey
[12] Source:Spoonshot Engineering & Data Science
[13] Source:Consumer Reports
[14] Source:CNN
[15] Source:The Vegan Society

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