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IPI e il settore del packaging in cartone asettico: una storia Made in Italy

L’Italia è notoriamente conosciuta in tutto il mondo per la sua cultura e le deliziose pietanze della tradizione culinaria mediterranea, per le sue meraviglie naturali mozzafiato e la sua storia, oltre che per i suoi impareggiabili contributi al mondo della moda, dell’arte e dell’architettura, del design e della tecnologia. Gli italiani sono gli orgogliosi e privilegiati eredi di un patrimonio straordinario ed unico al mondo: si tratta del cosiddetto “Made in Italy”, da intendere come la capacità, tutta italiana, di plasmare idee ed ambizioni, trovando espedienti sempre nuovi per innovare, pur rimanendo fedeli alla tradizione.

Il "Made in Italy" è sempre stato riconosciuto – ed apprezzato – come sinonimo di valore, eccellenza e qualità in numerosi settori. Secondo una ricerca condotta da KPMG Advisory, il “saper fare italiano” è il terzo marchio più conosciuto al mondo, subito dopo Coca-Cola e Visa.

Come illustrato dalla tassonomia di Pavitt, il Made in Italy presidia sia settori industriali più “tradizionali” che segmenti di produzione maggiormente “specializzati”; nel complesso, i principali pilastri dell’economia italiana e del Made in Italy sono quattro. Questi quattro gruppi di settori, come teorizzato dall’indice Fortis-Corradini, sono anche noti come le cosiddette “4 F” dell’eccellenza italiana, ossia: produzione agroalimentare, moda, design e arredamento e, ultimo ma non meno importante, automazione industriale.

Tuttavia, mentre la filiera agroalimentare, l’industria dell’abbigliamento e quella dell’arredamento sono solitamente conosciuti per  l'associazione a marchi, di lusso e non, notoriamente rinomati, non tutti sanno che l’Italia è in primissima linea anche nelle industrie specializzate, quali, ad esempio, automazione, robotica e produzione meccanica.

Il lettore non dovrebbe esserne sorpreso: infatti, l’Italia è, dopo la Germania, il secondo paese più importante in Europa per produzione manifatturiera, vantando un volume d’affari particolarmente massiccio in settori produttivi quali machine utensili, automotive e farmaceutico. Quello che è interessante notare, inoltre, è che, nonostante l’Italia sia stata il primo paese occidentale ad essere colpito dalla pandemia da COVID-19, nel 2021 la produzione industriale italiana ha in realtà mostrato inequivocabili segni di veloce e rapida ripresa, superando le principali economie dell’Eurozona, nonché le previsioni degli esperti.

Questo dimostra che, anche in tempi di grave crisi economico-finanziaria, la spina dorsale dell’economia italiana – ossia il “Made in Italy”, un asset dall’incomparabile valore – consente alle aziende di mantenere il proprio primato, nonché la propria importante presenza sui mercati internazionali.

Il valore del Made in Italy: il Country of Origin effect nei mercati B2B

Nonostante quello che si potrebbe pensare, il made in Italy non è un concetto astratto, ma può effettivamente influenzare il comportamento d’acquisto e di consumo di un soggetto, attraverso il cosiddetto “effetto del paese d'origine” (COO). Teorizzato nei primi anni ’60, l'effetto COO nasce come una summa di tutte le ricerche di marketing effettuate in precedenza e incentrate sullo studio degli stereotipi nazionali; in particolar modo, l'effetto COO spiega come un set di informazioni sull’origine geografica di un prodotto possa condizionare il processo decisionale e d’acquisto del consumatore.

Sia nei mercati B2B che in quelli B2C, infatti, il paese identificato come di origine, può influenzare il posizionamento di un prodotto o di un marchio, incidendo sul valore associato all’offerta e fungendo da garanzia di qualità per la stessa, contribuendo, pertanto, a ridurre i rischi percepiti – o viceversa, specialmente nel caso di stereotipi negativi -.

Più nel dettaglio, l'effetto COO consta di tre principali elementi:

  • paese di produzione, ossia laddove la fase di produzione ha avuto luogo;
  • paese di progettazione, vale a dire il paese dove si è svolta la reale o percepita fase di design;
  • paese di origine del brand;

Pur avendo, in particolar modo, una notevole influenza sulle decisioni d’acquisto nei mercati B2C, distorsioni dettate dall'effetto COO possono essere facilmente individuate anche in contesti di tipo B2B, ossia segmenti di mercato estremamente complessi e capillarmente strutturati: le imprese B2B, infatti, sono solite prendere decisioni in coerenza con un set obiettivi aziendali prestabiliti, il che, tutto sommato, contribuisce a delineare un iter decisionale molto più complesso di quello che si riscontra nei segmenti B2C.

In questi contesti, tuttavia, l’interazione tra l’impresa fornitrice e clienti si arricchisce di numerosi elementi, quali interattività, soddisfazione, fiducia e know-how, che, nel complesso, sono facilmente influenzabili da distorsioni generate dall'effetto COO; in poche parole, l’immagine percepita del paese di origine può condizionare gli scambi commerciali, specialmente quando, tra le parti coinvolte, intercorre una grande distanza culturale.

Per un’impresa, essere italiana fondamentalmente significa essere premiata con riconoscimenti di qualità, artigianalità, innovazione, design e creatività. Si tratta di un vero e proprio asset valoriale, e più l’impresa opera in settori legati ai tradizionali benefici del Made in Italy, più importante – e forte – questa distorsione diventa. Agli occhi del cliente, dunque, un’azienda italiana diviene sinonimo di flessibilità e adattabilità, da intendere come un asset cruciale, in grado di assicurare lo svolgimento di interazioni efficienti e la fornitura di soluzioni tecnologiche di elevata qualità, lungo l’intera filiera – dalla fase di installazione e avvio della linea di produzione, fino alle attività di assistenza e supporto post-vendita -.

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IPI: nata in Italia, cresciuta in un contesto internazionale

Da decenni, IPI fornisce soluzioni di alta qualità per il confezionamento asettico di prodotti alimentari liquidi, non gassati. Tutto ciò, è reso ogni giorno possibile dall’unico ed inimitabile patrimonio di know-how italiano, risultato di più di 40 anni di notevole esperienza nell’industria del confezionamento asettico.

Nata a Perugia, in Umbria, il cuore verde e centro d’Italia, e poi cresciuta in un contesto internazionale, oggigiorno IPI esporta tecnologia italiana di alta qualità ed eccellenza in termini di know-how in 55 paesi diversi, in tutto il mondo. Nel 2013, l'azienda è stata acquisita da Coesia, un gruppo di imprese specializzate nella fornitura soluzioni industriali e di imballaggio, basate sull'innovazione. Il Gruppo è profondamente legato alla città di Bologna, luogo dove hanno sede i suoi quartieri generali, ed è uno dei principali player presenti in Emilia-Romagna. Nella regione, si trova anche un importante distretto, conosciuto col nome di “Packaging Valley”, un’eccellenza tutta italiana, che ha attratto le migliori aziende attive nell’industria del confezionamento. Pertanto, essere parte di Coesia, ha permesso ad IPI di crescere ancora di più e unirsi ad una vasta rete aziendale che opera in tutto il mondo e che è conosciuta a livello globale per la sua eccezionale competenza ingegneristica in diversi settori.

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Dalle numerose certificazioni in materia di qualità e sostenibilità agli innumerevoli test effettuati sul nostro materiale per l’imballaggio asettico, tutto, qui in IPI, parla di qualità e know-how italiani. Il materiale multistrato per il confezionamento asettico viene prodotto con tecnologie e strumenti di stampa e conversione all'avanguardia, e svolgiamo con costanza più di 110 controlli sulla qualità lungo l’intera catena di produzione, per fornire ai nostri clienti bobine in cartone multistrato di elevato valore.

Le famose macchine confezionatrici asettiche NSA EVO ed FX120, sono l’orgoglio della nostra area R&D. NSA EVO è l’ultimissima versione della macchina per il confezionamento asettico a bobina multistrato più popolare di IPI: basata sul nostro patrimonio di know-how e competenze, nonché su una consolidata esperienza, frutto di anni di continuo miglioramento, NSA EVO serve il settore F&B in 5 continenti. FX120, invece, è la più recente macchina confezionatrice asettica, realizzata con tecnologia made-in-IPI: sviluppata da un pool internazionale di esperti, FX120 è il frutto degli sforzi congiunti di IPI, che vanta più di 40 anni di esperienza nel settore del confezionamento asettico, e di Coesia, azienda leader per le proprie competenze ingegneristiche; il risultato è una macchina confezionatrice estremamente all’avanguardia, in cui le soluzioni meccaniche prevalgono su quelle meccatroniche, consentendo ad FX120 di unire i punti di forza della trasmissione meccanica con un’elevata capacità produttiva, una grande affidabilità ed un’innegabile efficienza.

ITALIAN KNOW-HOW

Da sempre fortemente impegnata nell’assicurare servizi di assistenza tecnica di eccellente qualità, all’indomani dello scoppio della pandemia da COVID-19, IPI è stata tra le prime aziende in tutto il mondo a supportare da remoto l’installazione di un’intera linea di produzione, attraverso servizi di formazione ed assistenza di alto livello, arricchiti dagli strumenti della cosiddetta Industria 4.0.

Inoltre, pur essendo IPI basata in Italia, il pacchetto di servizi di assistenza tecnica offerto dall’azienda, è strategicamente disponibile anche in paesi esteri, in prossimità dei numerosi clienti, in modo tale da fornire loro un supporto rapido, tempestivo ed efficiente in caso di necessità.

Da sempre in prima linea per quanto concerne le attuali tendenze di mercato, IPI sa come coniugare un patrimonio tecnologico all’avanguardia con una profonda conoscenza del mercato, potendone anticipare le evoluzioni, pur rimanendo fedele alla propria storia.

È così che un passato importante apre le porte ad un brillante futuro.

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